L’amore ai tempi di Instagram

John Lennon rispose alla domanda “cos’è l’amore” con un fantastico: l’amore è la risposta.

Per la rubrica “ma cosa dici simo?” oggi siamo qui a parlare di sentimenti.

Si, la Wanderlust Family è fatta anche di sentimenti e non solo di viaggi, anzi, direi proprio che la nostra famiglia è fatta soprattutto di sentimenti che trovano carburante e gioia di condividere proprio nei viaggi e nello stupore del nuovo.

Penso spesso ai sentimenti che proviamo gli uni per gli altri e se è vero che nell’amore c’è una punta d’odio e viceversa ma non ne vengo a capo. Come si possono provare sentimenti tanto diversi?

Beh, oggi mi sono fermato a pensarci a fondo e forse, dico forse, ho capito che l’amore si sviluppa per “stadi” e che non è un sentimento lineare.

Il mal di pancia

Partiamo dal primo, il più famoso, quello che ho chiamato “il mal di pancia”.

È lo stadio che cantano le canzoni, narrano i poemi e rimano le poesie. È quello che sembra forte, immortale, quello chimico. E’ quell’amore duro, crudo che fa mancare l’aria quando vacilla e ci dà la sensazione di vuoto nei pomeriggi lontani. Ma è anche quello che si rincorre per tutta la vita, quello che ci riempie di ricordi e chi è fortunato lo prova poche volte. Si, li si è fortunati perché se finisce, quando finisce, sembra ucciderci.

Con il tempo è senza troppe parole ne spiegazioni si passa al livello successivo, quello che ho definito “siamo noi”

Siamo noi

In questa fase il primo stadio diventa sempre più forte anche se su linee diverse. Testosterone ed estrogeni fanno spazio a sogni e desideri, la possibilità di realizzare la vita da sempre sperata. Si diventa coppia. Spesso è anche la fase in cui il nucleo famigliare lievita, aumenta e si hanno dei figli e nonostante tutto, alti e bassi, si ha la sensazione di vivere gioia e condivisione in cui si continuano a scoprire cose nuove sul partner e ci si butta a capofitto in una vita in due.

Le forti emozioni del primo stadio si sono attenuate ma sono largamente rimpiazzate da dinamiche che ci fanno sentire sicuri, coccolati e protetti, al punto che finiamo per credere che questa sia la massima forma di amore possibile.

Poi, come una finestra che sbatte per la troppa corrente in casa, arriva lui, il terzo stadio, quello che la maggior parte delle coppie non supera… lo scontro, in disincanto.

Scontro

Questa è la fase peggiore di ogni rapporto. La maggior parte delle coppie non arriva oltre questo stadio.

Poca pazienza? Poca vision futura? Poco carattere?

Insomma, le cose iniziano ad andare male. A volte accade lentamente, piano piano, a volte invece è un attimo e ad un certo punto, tutto ci appare sbagliato. Le piccole cose ci danno noia. Ci sentiamo meno amati. Si diventa irascibili, ci chiudiamo in noi stessi e la domanda che ci rimbomba in testa è: dov’è quella persona spensierata di cui mi sono innamorato anni fa?

Si dicono cose brutte, si fanno cose brutte e spesso si fa la scelta più facile, far finire tutto li.

Certo, riparare, ricostruire, sedersi a tavolino e asciugarsi le lacrime e curarsi le ferite è il percorso più difficile ma come i nostri nonni ci insegnano, si va avanti e l’amore prende pieghe inaspettate.

L’amore può evolversi, diventare qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso. Qualcosa di migliore.

Il futuro, noi

Vivere questi momenti ci rivela una nuova forma di noi stessi.

L’unico modo di superare il terzo stadio è il confronto. Si, il confronto, ad ogni livello.

Urlate, rompete i piatti, minacciate di andarvene, di farla finita e sbattete una porta. È importate capire cosa genera queste sensazioni. Cosa ci fa stare male? Perché ogni cosa adesso sembra sbagliata?

Il disincanto ci ha messo a dura prova ma ora, con la persona giusta al nostro fianco possiamo capire cosa genera in noi infelicita. Spesso è un piccolo trauma della nostra infanzia o della nostra adolescenza. Affrontare questi problemi e farsi aiutare dal nostro partner ci fa capire che il lavoro di squadra, come sempre, paga.

Iniziamo ad affidarci completamente al nostro rapporto, ci confidiamo e ritorniamo a ridere assieme come tanti anni prima.

Si ama a cuore aperto.

Una cosa sola

Adesso. Adesso è tutto più semplice.

È un po’ come quando ci si stappano le orecchie tornando dalla montagna e torniamo a sentire senza mai esserci accorti di averle avute atappate.

Avete presente questa sensazione?

È incredibile. Adesso tutto quello che ci sembrava dare fastidio passa, ci sembrano cose talmente superficiali e lontane che non riusciamo a renderci conto di come potevamo darci tanto peso e come siamo stati stupidi a mettere tutto a rischio per così poco.

L’amore inizia davvero ad essere tangibile, è come fosse nell’aria.

Capolinea!

Ora possiamo dire di avere amato davvero, di essere delle persone fortunate.

Ora, come i nostri nonni, abbiamo il dovere di diffonderlo questo amore, aiutare gli altri a proteggere il loro e a difendere l’amore in ogni sua forma, ovunque, nel mondo.

L’articolo

Ora, non sono uno psicologo e non ho mai studiato filosofia. Questa è la mia interpretazione dell’amore. Se siete nel terzo stadio, tenete duro, urlare, dite la vostra e amate, amate forte.